lunedì 14 dicembre 2009

Ad una paura basta un attimo per rovinarti la vita...


Eccomi qui tra quel tappeto di foglie colorate da vita che sfugge e in mezzo a loro perdo il mio colore per poi mescolarlo al loro...
prendo le tinte pallide e marroni dell’autunno
i rossi cupi nei capelli al vento
i gialli spenti nei sorrisi mesti..
ed io foglia a quel vento che distrugge vita e ricolora di tristezza il cuore
mi lascio trasportare dove il vento lo vorrà...
e il mio pensiero si perde esausto
nell’angolo buio dove i sentieri
scompaiono nel nulla...

giovedì 3 dicembre 2009

Il significato della vita..

Un professore concluse la sua lezione con le parole di rito:
"Ci sono domande?".

Uno studente gli chiese:
"Professore, qual è il significato della vita?".

Qualcuno, tra i presenti che si apprestavano a uscire, rise.
Il professore guardò a lungo lo studente,
chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria.
Comprese che lo era. "Le risponderò" gli disse.

Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni,
ne tirò fuori uno specchietto rotondo,
non più grande di una moneta.

Poi disse: "Ero bambino durante la guerra.
Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi.
Ne conservai il frammento più grande.
Eccolo.

Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità
di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai:
buche profonde, crepacci, ripostigli.
Conservai il piccolo specchio.

Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita.

Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza.
Con quello che ho, però, posso mandare la luce, la verità,
la comprensione, la conoscenza, la bontà, la tenerezza
nei bui recessi del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno.
Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto.

In questo per me sta il significato della vita".

martedì 28 luglio 2009

Grandissima lezione di vita..grazie Emma per avermela fatta scoprire ;)

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!

Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.

Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...

Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.

Rilassati!

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.

Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.

Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.

Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.

Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.

Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.

Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio... per questa volta.

Woman in art/film

..the perfect symbiosis between art and elegance..




domenica 26 luglio 2009

Il buco nel cielo di carta...


“Ora senta un po’ che bizzarria mi viene in mente! Se nel momento culminante, proprio quando la marionetta che rappresenta Oreste è per vendicare la morte del padre sopra Egisto e la madre, si facesse uno strappo nel cielo di carta del teatrino, che avverrebbe? Ma è facilissimo signor Meis! Oreste rimarrebbe terribilmente sconcertato da quel buco nel cielo. Mi lasci dire: Oreste sentirebbe ancora gl’ impulsi della vendetta, vorrebbe seguirli con smaniosa passione ma gli occhi, sul punto, gli andrebbero li, a quello strappo, donde ogni sorta di mali influssi penetrerebbero sulla scena, e si sentirebbe cadere le braccia. Oreste, insomma, diventerebbe Amleto. Tutta la differenza, signor Meis, fra la tragedia antica e la moderna consiste in ciò, creda pure: in un buco nel cielo di carta”.

da Il fu Mattia Pascal di L. Pirandello

sabato 18 luglio 2009

Carpe diem, quam minimum credula postero


Cogliere l'attimo confidando il meno possibile nel domani. In molti lo hanno scritto, raccontato in libri, film o canzoni. Ma mi accorgo che gli attimi di amici e parenti a me lontani sono persi. La distanza da casa ti porta a vivere altre vite. Ma non quella delle persone a cui vuoi bene. Certo, se queste stesse si sono allontanate da te è un conto. Ma faccio riferimento a coloro che ho lasciato lungo il mio percorso, con cui mantengo i contatti e che ancora oggi seguo con l'amore di un amico o fratello. Loro e io. Entità distanti fisicamente. Simbolicamente vicini, ma l'assenza di una vera e propria vicinanza è per me frutto di riflessione. Manco spunti di vita essenziali. Persi nella storia che non avrò mai più tempo di recuperare. E' la vita dell'emigrato. Lontano, intento a vivere e costruirsi una vita altrove. In mezzo a nuove persone, altrettanto interessanti e stimolanti. Un contrasto creatore di positività: le nuove esperienze sono fonte di ricchezza personale. Ma nel contempo la perdita di parti importanti della vita di amici che si sentono vicini.. mi porta a volte a riflettere sulle conseguenze di determinate scelte. Quelle giuste?

..pensieri futuri sparsi..

giovedì 16 luglio 2009

Ad un'amica come poche...

Beh non saprei da dove cominciare...forse è bene fare una piccola premessa prima di raccontarvi...le nostre madri si conoscono da quando andavano al liceo, sono state colleghe di università e sono migliori amiche da allora :)

Lei si chiama Paola...eh si, abbiamo anche lo stesso nome (tutto merito delle suddette madri)...ci conosciamo da quando siamo nati, io sono più grande di soli due mesi rispetto a lei e senza saperlo (non ero ancora cosciente) ero li il giorno che è nata ^__^
Da quel giorno posso dire che non ci siamo più separati..sono sempre stato attaccatissimo a lei e da piccolo ero quasi geloso di quella bambinetta che somigliava a pippi calzelunghe che non faceva altro che cantare dalla mattina alla sera =P (oddio poi cambiasse repertorio ogni tanto! quella canzone sapeva e solo quella cantava xD)!! L' unico grande stacco che ci ha separati è stato quando avevamo circa cinque anni (a causa del trasferimento in spagna delle mia famiglia)..

E' più di una sorella e potrei dire tante cose su di lei...la cosa di cui sono certo è che davvero non so cosa sarei senza di lei..magari può sembrare sdolcinata la cosa, ma lo penso davvero..e lei lo sa..è come la metà della mia anima..certo le nostre litigate le abbiamo avute, gli attacchi di gelosia quando qualcuno/a si "intrometteva" tra noi..ma insieme abbiamo anche pianto, siamo caduti e ci siamo rialzati, abbiamo scherzato, siamo stati e siamo, potrei dire (ognuno a modo suo), la stampella dell'altro (anche nel vero senso della parola, dal lato fisico xD)...la cosa che mi fa parlare così è forse il pensiero della persona eccezionale che è già lei di suo, che mi ritrovo davanti ogni giorno..sempre con voglia di fare, intraprendente, che non si butta mai giù, il suo essere sempre di buon umore, intelligente...tutto quello che la rende assolutamente unica!
Guardandola penso a quanto sono stato fortunato ad incontrarla, quanto è speciale, quanto mi fa male vederla lontana e quanto mi ha fatto soffrire sapere che quell'oscura malattia me la stava portando via appena pochi mesi fa...

Non vorrei vantarmi dicendo checome lei ormai ne fanno poche...ma non ho niente da dirle, se non ancora un grandissimo grazie..per essere ancora e sempre accanto a me...il resto già lo sa ;)


A Paola
grazie per questi 19 anni di meravigliosa amicizia trascorsi insieme :D
ti voglio bene

sabato 11 luglio 2009

"Un giorno senza sorriso è un giorno perso"

La frase di Chaplin è di una bellezza commovente.
Il raggiungimento della felicità dovrebbe essere lo scopo della nostra vita, ma spesso, anche se può sembrare banale dirlo, ce ne dimentichiamo e facciamo di tutto per renderci la vita impossibile, mentre bisognerebbe, rientra nei miei buoni propositi della primavera, amarla sempre come diceva Madre Teresa di Calcutta, anche quando non ci da quello che potrebbe, quando si è forti ma anche quando si è deboli.

"Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie..."

Se non avete mai letto una poesia di Madre Teresa è arrivato il momento (indipendentemente che siate credenti o no, non ha nessuna importanza), sono semplici, struggenti e vere e ti fanno comprendere la preziosità della vita che non deve e non può andare sprecata.
Usatele come una cura: quando pensate che tutto vada male, che le ansie e le preoccupazioni che avete sul lavoro vi stiano sconvolgendo la vita e vi sembra di non trovare via di uscita, di non farcela, leggetene una...
Provate poi mi fate sapere...


Il giorno più bello? Oggi
L'ostacolo più grande? La paura
La cosa più facile? Sbagliarsi
L'errore più grande Rinunciare
La radice di tutti i mali? L'egoismo
La distrazione migliore? Il lavoro
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento
I migliori professionisti? I bambini
Il primo bisogno? Comunicare
La felicità più grande? Essere utili agli altri
Il mistero più grande? La morte
Il difetto peggiore? Il malumore
La persona più pericolosa? Quella che mente
Il sentimento più brutto? Il rancore
Il regalo più bello? Il perdono
Quello indispensabile? La famiglia
La rotta migliore? La via giusta
La sensazione più piacevole? La pace interiore
L'accoglienza migliore? Il sorriso
La miglior medicina? L'ottimismo
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto
La forza più grande? La fede
La cosa più bella del mondo? L'amore.

mercoledì 8 luglio 2009





«Il disegno è la sincerità nell'arte. Non ci sono possibilità di imbrogliare. O è bello o è brutto.»


Salvador Dalì

lunedì 6 luglio 2009

The Geri's Game

Osservate con quanta previdenza la natura madre del genere umano ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri, dissennati, godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della follia.

Il cuore ha sempre ragione...

domenica 5 luglio 2009

E crescendo impari...

E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente...non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffè al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.

E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

( Anonimo )

martedì 23 giugno 2009

Le cose che non hai fatto

Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l’ammaccai? Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l’hai fatto.

E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve? Credevo che avresti esclamato: “Te l’avevo detto!” ma tu non l’hai fatto.

Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito? Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l’hai fatto.

Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina? Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l’hai fatto.

E ti ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans? Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l’hai fatto.

Si, ci sono tante cose che non hai fatto. Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi. C’erano tante cose che volevo farmi perdonare quanto tu saresti tornato dal Vietnam.

Ma tu non sei tornato.


Spesso ci capita di pensare che se facciamo un torto a una persona, o ci comportiamo male con lei/lui, ci perdonerà senza problemi, perché approfittiamo del suo buon cuore..che grande dolore sapere che ormai c’è poco tempo e arrivare (comunque) troppo tardi...

domenica 21 giugno 2009

Pablo Neruda

Fiori bianchi per Aisha

Voglio raccontarvi una storia...

"Aisha Ibrahim Duhulow era nata e cresciuta in un campo profughi. Pare che fosse malata di epilessia, e che il padre la avesse lasciata partire sola verso Mogadiscio, dove viveva la nonna, nella speranza che lì potesse essere meglio curata.

Durante il cammino la tredicenne era stata aggredita e violentata da tre uomini.
Aveva reagito all'orribile trauma sporgendo denuncia contro gli aggressori nella città portuale di Kisimayo, ma gente appartenente ai clan più potenti, cui probabilmente appartenevano gli stupratori, l'aveva convinta con ogni lusinga a ritirare la denuncia. "El Pais" narra che le avevano promesso danaro e gioielli, e che la piccola, nel desiderio di riuscire a trovare i mezzi per raggiungere la nonna, si era lasciata persuadere a firmare la ritrattazione. Poco sapeva, la povera ragazzina, che questo equivaleva a confessare che i rapporti sessuali subiti erano allora sua responsabilità, visto che aveva negato di essere stata stuprata. Ed è scattata allora la sua implacabile condanna a morte per "adulterio".
Pare che durante la detenzione, non so quanto breve, che ne è seguita, Aisha fosse così disperata da dare segni di squilibrio mentale.
Le è stato concesso di telefonare al padre per annunciargli che sarebbe stata lapidata il giorno dopo, e al genitore sconvolto che le chiedeva spiegazioni ha risposto "Non posso continuare a parlare. C'è un uomo accanto a me che me lo vieta".

Il giorno dopo, una folla si è riunita nello stadio di Kisimayo. Secondo una testimonianza anonima c'era un gran fermento, tutti volevano assistere all'esecuzione.
Le telecamere erano state proibite, ma c'erano dei giornalisti.
Un mucchio di pietre è stato scaricato da un camion. Non abbastanza grandi da ucciderla ai primi colpi, come voleva la legge.
E' stata scavata una fossa nel terreno.
Poi è stata portata su un furgone la ragazza, con il capo coperto da un velo verde e una maschera nera. Uno sceicco ha annunciato "questa nostra sorella ha ammesso la sua colpa ed ha chiesto lei stessa di essere punita". La ragazzina li contraddiceva, urlava, si dibatteva, supplicava di non ammazzarla. Ma le hanno legato le mani ed i piedi, e l'hanno infilata nel buco fino al collo, poi hanno riempito la fossa.
E cinquanta boia maschi torreggiando intorno a lei le hanno martellato con le pietre il piccolo capo che emergeva a stento dal suolo, mentre lei urlava.
Quando sembrava morta l'hanno disseppellita. Ma poi, resisi conto che era ancora viva, l'hanno interrata di nuovo ed hanno ripreso a lapidarla. La scena si è ripetuta due volte.
Finalmente è morta. "purtroppo questa non è una semplice favola..è una storia vera: é la realtà!è triste che la vita di questa ragazza sia stata troncata, e in un modo così brutale. Possibile non abbia smosso le coscienze di nessuno? possibile che la notizia non si sia diffusa? Possibile che i genitori abbiano dovuto assistere alla morte della loro figlia? possibile che non ci sia stato nessuno tra quella grande folla ad impedire l'avvenimento? Possibile?


domenica 7 giugno 2009

la poesia sei tu...

"Per trasmettere la felicita bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici..siate felici! dovete patire, stare male, soffrire..non abbiate paura di soffrire, tutto il mondo soffre. Per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto! innamoratevi! se non vi innamorate è tutto morto...innamoratevi e tutto diventera vivo"

domenica 31 maggio 2009

Notti bianche

Era una notte incantevole,
una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore.
Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili ed irosi. Gentile lettore, anche questa è una domanda proprio da giovani, molto da giovani, ma che il Signore la ispiri più spesso all'anima!

F.Dostoevskij, Le notti bianche


***
Se guardassimo più spesso il cielo albergheremmo nel cuore giovani domande. Ma il cielo è diventato il luogo delle previsioni del tempo ed è solo questo che gli chiediamo.
Guarda il cielo solo chi spegne la luce e i suoi derivati. Guarda il cielo solo chi è innamorato.