mercoledì 26 maggio 2010

Margherita..pura poesia

Io non posso stare fermo con le mani nelle mani,
tante cose devo fare prima che venga domani...
E se lei già sta dormendo io non posso riposare,
farò in modo che al risveglio non mi possa più scordare..

Perché questa lunga notte non sia nera più del nero, fatti grande, dolce Luna, riempi il cielo intero...e perché quel suo sorriso possa ritornare ancora, splendi Sole domattina come non hai fatto ancora...

E per poi farle cantare le canzoni che ha imparato, io le costruirò un silenzio che nessuno ha mai sentito...sveglierò tutti gli amanti parlerò per ore ed ore, abbracciamoci più forte perché lei vuole l'amore..

Poi corriamo per le strade e mettiamoci a ballare, perché lei vuole la gioia, perché lei odia il rancore, poi con secchi di vernice coloriamo tutti i muri, case, vicoli e palazzi, perché lei ama i colori, raccogliamo tutti i fiori, che può darci Primavera, costruiamole una culla, per amarci quando è sera..

Poi saliamo su nel cielo e prendiamole una stella, perché Margherita è buona,
perché Margherita è bella,
perché Margherita è dolce,
perché Margherita è vera,
perché Margherita ama,
e lo fa una notte intera..

Perché Margherita è un sogno,
perché Margherita è sale,
perché Margherita è il vento e non sa che può far male,
perché Margherita è tutto ed è lei la mia pazzia..


Margherita, Margherita, Margherita adesso è mia, Margherita è mia...


[R. Cocciante]

martedì 18 maggio 2010

A piccoli passi..


«Ci sarebbe stato il tempo per una parola siffatta - domani, poi domani, poi domani: così, da un giorno all’altro, a piccoli passi, ogni domani striscia via fino all’ultima sillaba del tempo prescritto; e tutti i nostri ieri hanno rischiarato, a degli stolti, la via che conduce alla polvere della morte. Spengiti, spengiti, breve candela! La vita non è che un’ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla..»

[Macbeth, Atto V, Scena V]

sabato 1 maggio 2010

Ricordi..

Luna, che dai luce ai ricordi,
apri un varco nel buio,
rendi l'ombra realtà..
se mi sveli l'essenza della felicità
nuova vita sorgerà..

Sola qui nel chiaro di luna, io sorrido ai ricordi della mia gioventù..ero bella, splendeva in me la felicità..quel ricordo rivivrà..

Gioca il sole in mezzo ai rami,
spunta e si nasconde..
Come stelle mentre l'alba esplode, svaniscono i ricordi..

Guarda..
non lasciarmi da sola
a pensare a quei giorni,
quando il sole era in me..
se mi sfiori saprai cos'è la felicità..
si, l'aurora splende già...




[traduzione di "Memory", dal musical Cats]