lunedì 21 marzo 2011

E tutto sa di miracolo..

Dalle finestre della scuola si vedeva il cielo azzurro, gli alberi del giardino tutti coperti di germogli, e le finestre delle case spalancate, colle cassette e i vasi già verdeggianti. Il maestro non rideva, perché non ride mai, ma era di buon umore, tanto che non gli appariva quasi più quella ruga diritta in mezzo alla fronte; e spiegava un problema sulla lavagna, celiando. E si vedeva che provava piacere a respirar l’aria del giardino che veniva per le finestre aperte, piena d’un buon odor fresco di terra e di foglie, che faceva pensare alle passeggiate in campagna.
Mentre egli spiegava, si sentiva in una strada vicina un fabbro ferraio che batteva sull’incudine, e nella casa di faccia una donna che cantava per addormentare il bambino: lontano, nella caserma della Cernaia, suonavano le trombe. Tutti parevano contenti. A un certo momento il fabbro si mise a picchiar più forte, la donna a cantar più alto.
Il maestro s’interruppe e prestò l’orecchio. Poi disse lentamente guardando per la finestra:
- Il cielo che sorride, una madre che canta, un galantuomo che lavora, dei ragazzi che studiano... ecco delle cose belle.

Quando uscimmo dalla classe, vedemmo che anche tutti gli altri erano allegri; tutti camminavano in fila pestando i piedi forte e canticchiando, come alla vigilia d’una vacanza di quattro giorni; le maestre scherzavano; quella della penna rossa saltellava dietro i suoi bimbi come una scolaretta; i parenti dei ragazzi discorrevano fra loro ridendo, e la madre di Crossi, l’erbaiola, ci aveva nelle ceste tanti mazzi di violette, che empivano di profumo tutto il camerone. Io non sentii mai tanta contentezza come questa mattina a veder mia madre che mi aspettava nella strada. E glielo dissi andandole incontro:
- Sono contento: cos’è mai che mi fa così contento questa mattina?
E mia madre mi rispose sorridendo che era la bella stagione e la buona coscienza.

~ "Cuore" di Edmondo De Amicis ~


Poppy field near Argenteuil - Claude Monet, 1873


Ed ecco sul tronco si rompono le gemme,
un verde più nuovo dell'erba che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto, piegato sul declivio.
E tutto mi sa di miracolo,
e sono quell'acqua di nube che oggi rispecchia
nei fossi più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza che pure stanotte non c'era.


[Salvatore Quasimodo]

3 commenti:

Artemide Diana ha detto...

C'è un premio per te sul mio blog.
Se vuoi, questo è il post cher riguarda il premio kreativ blogger award :

http://inqualchepostonelmondoedentrodime.blogspot.com/2011/03/ho-ricevuto-il-premio-kreativ-blogger.html

Maria ha detto...

non ho parole...leggo e rileggo il tuo blog, mi sciolgo tra le linee dolci di quei quadri, di quelle sculture... muoio di quelle poesie, e ancora stento a credere che tu sia vero...vorrei tanto poterti parlare, poter condividere quel che sento con qualcuno che, come me, s'avvampa d'amore per un'opera d'arte...

Paolo ha detto...

Maria, sono onorato delle tue parole, grazie infinitamente per aver condiviso questo bellissimo complimento..mi fai felice! :)

Non so se leggerai questo commento..vedo che non hai un profilo e non so come contattarti, in caso il mio indirizzo mail lo trovi nel profilo. Grazie infinitamente a te, a presto spero.